Onoriamo oggi la memoria di Carlo Del Favero, medico radiologo di straordinario valore, protagonista della radiologia italiana per oltre quarant’anni e figura esemplare per competenza professionale, rigore etico e impegno umano.
Nato a Forno di Canale, in provincia di Belluno, il 23 dicembre 1939, Carlo Del Favero si formò all’Università di Pavia, dove si iscrisse al corso di laurea in Medicina e Chirurgia nel 1960. Entrato nel Collegio Cairoli durante il secondo anno accademico, vi rimase fino alla laurea, conseguita il 18 luglio 1966 con il massimo dei voti e la lode. Nel 1968 ottenne la specializzazione in Radiologia e Terapia Fisica, ancora una volta con il massimo riconoscimento, avviando una carriera che lo avrebbe visto interprete autorevole dell’evoluzione della diagnostica per immagini nel nostro Paese.
Il suo percorso professionale si sviluppò prevalentemente in ambito ospedaliero, dove seppe coniugare eccellenza clinica, capacità organizzativa e visione innovativa. Dopo gli anni di formazione e di assistenza presso l’Ospedale di Varese, fu primario radiologo all’Ospedale di Gallarate e successivamente primario di Neuroradiologia a Varese. Dal 1990 al 2004 ricoprì il ruolo di primario radiologo presso l’Ospedale Valduce di Como, contribuendo in modo determinante alla crescita qualitativa e culturale dei servizi di diagnostica per immagini.
Accanto all’attività clinica, Carlo Del Favero svolse un ruolo significativo nella formazione specialistica: dal 1992 al 2000 fu professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Radiologia dell’Università di Pavia, dove fu docente stimato e punto di riferimento per intere generazioni di giovani radiologi.
Il suo contributo alla vita scientifica e istituzionale della radiologia italiana fu di assoluto rilievo. Socio della Società Italiana di Radiologia fin dal 1972, ne attraversò tutte le principali responsabilità istituzionali: Segretario regionale, Consigliere nazionale, Vicepresidente, Segretario nazionale amministrativo e, dal 2000 al 2002, Presidente nazionale della SIRM, primo ospedaliero a ricoprire tale incarico. Un mandato che segnò una fase di apertura, rafforzamento e riconoscimento del ruolo della radiologia ospedaliera nel sistema sanitario nazionale. Fu inoltre membro della Commissione Oncologica Nazionale, Past President della Società e successivamente nominato Socio Onorario Emerito della SIRM. Ricevette analoghi riconoscimenti dall’Associazione Italiana di Neuroradiologia e dalla Società Argentina di Radiologia.
Negli anni successivi mise la propria esperienza al servizio delle istituzioni sanitarie e scientifiche, coordinando gruppi di lavoro nazionali – tra cui quello SIRM–GISMa per lo screening senologico – e svolgendo per oltre vent’anni il ruolo di Referee del Ministero della Salute per la valutazione della formazione ECM in diagnostica per immagini.
Dal 2005 legò il proprio impegno alla Fondazione Don Carlo Gnocchi, come consulente della Presidenza, responsabile di strutture radiologiche complesse e Direttore di Dipartimento. In questo contesto maturò ulteriormente la sua vocazione al servizio e alla cooperazione internazionale, assumendo la responsabilità scientifica e poi organizzativa dei progetti di cooperazione sanitaria in numerosi Paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Europa orientale.
Parallelamente, non venne mai meno il suo impegno educativo e sociale sul territorio, testimoniato dalla lunga presidenza del Centro di Aggregazione Giovanile della Fondazione Rainoldi Onlus di Varese, dedicato ai ragazzi e al valore dell’inclusione.
Carlo Del Favero lascia una traccia profonda nella storia della radiologia italiana: un professionista autorevole, un dirigente capace, un educatore attento e un uomo guidato da un forte senso di responsabilità civile. Alla sua famiglia va la vicinanza e la gratitudine delle istituzioni, dei colleghi e degli allievi che ne hanno condiviso il cammino e che oggi ne onorano la memoria, consapevoli che il suo esempio continuerà a ispirare la comunità scientifica e umana che ha contribuito a costruire.
Il Presidente
Nicoletta Gandolfo