In occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, SIRM ha promosso a Milano un convegno nazionale dedicato al tema “Intelligenza Artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione”, ponendo al centro il ruolo delle donne nei processi di innovazione tecnologica applicati alla radiologia.
I dati presentati, tratti da un’indagine UNESCO, evidenziano come in Italia solo il 34% delle donne sia impegnato nelle discipline STEAM e appena il 26% operi in ambiti direttamente legati all’intelligenza artificiale, confermando un divario di genere ancora significativo.
L’incontro, ospitato presso il Centro Diagnostico Italiano e realizzato in collaborazione con Fondazione Bracco, ha rappresentato un momento di confronto su opportunità e responsabilità legate all’uso dell’IA in ambito clinico. Un divario che riguarda da vicino anche la radiologia, settore in cui l’intelligenza artificiale sta già trasformando la pratica diagnostica, migliorando accuratezza, tempi di esecuzione e sicurezza per i pazienti.
L’iniziativa nasce su impulso della Commissione DEI SIRM, da anni impegnata nel promuovere una cultura dell’inclusione, dell’equità e della valorizzazione delle differenze all’interno della comunità scientifica.
Secondo la Presidente SIRM Nicoletta Gandolfo, è necessario un deciso cambio culturale: l’intelligenza artificiale può e deve svilupparsi sotto la guida del medico, ma anche attraverso una maggiore presenza femminile nei percorsi di ricerca, sviluppo e governance delle nuove tecnologie. Un messaggio condiviso anche da AIOM, che ha ribadito come la sottorappresentazione delle donne nei settori ad alto contenuto tecnologico non sia neutra, ma il risultato di scelte culturali e organizzative da correggere.
Colmare la lacuna di genere nell’intelligenza artificiale non è solo una questione di equità, ma una condizione essenziale per garantire qualità dell’assistenza, progresso scientifico e una sanità sempre più innovativa e centrata sulla persona.
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